Come stare bene... con sé stessi

Una riflessione oltre la felicità
Molti pensano che per stare bene sia necessario essere felici. Così ricercano la felicità a tutti i costi, sforzandosi di trattenerla il più a lungo possibile. La felicità è senza dubbio uno stato piacevole, ma è anche transitorio.
Compare durante un bacio, davanti a un tramonto, o al raggiungimento di un traguardo. È lì per farci assaporare ciò che stiamo vivendo, per comunicarci che possiamo essere soddisfatti. Ma, proprio perché passeggera, non può diventare l’unica misura del benessere.
Emozioni: alleate preziose (anche quando fanno male)
Ogni emozione ha un significato e una funzione: ci guida, ci protegge, ci adatta all’ambiente. Sono risposte a stimoli esterni o interni, che attivano il nostro corpo e la nostra mente.
La paura
È una delle emozioni più antiche: ci ha permesso di sopravvivere evitando i pericoli. Oggi, però, è spesso legata a obiettivi, prestazioni e aspettative. Se non compresa, può bloccarci; se ascoltata, può diventare una spinta preparatoria.
La rabbia
Nasce quando un ostacolo si frappone tra noi e ciò che desideriamo. È un’energia potente: se canalizzata, può aiutarci a proteggere ciò che è importante per noi, come la nostra dignità o il nostro tempo, e aiutarci per affrontare gli ostacoli.
La tristezza
Ci accompagna nei momenti di perdita o solitudine. È un’emozione che chiede vicinanza, che ci invita a cercare conforto, che ci aiuta a prendere consapevolezza di ciò che è importante per noi in quel momento. Nasconderla ci isola; accoglierla, invece, può avvicinarci agli altri.
Il pericolo dell’inibizione emotiva
Fin da piccoli ci viene insegnato a reprimere le emozioni: "non piangere", "non arrabbiarti", "non avere paura". Così cresciamo imparando a mascherare ciò che proviamo. Ma questa repressione ha un prezzo.
Quando tratteniamo la rabbia, il corpo si irrigidisce, la mente si riempie di pensieri rancorosi. Se nascondiamo la tristezza, ci allontaniamo dagli altri. Se combattiamo la paura, aumentano tensioni e ansia.
Nel lungo periodo, tutto questo può portare a disagi psicosomatici: mal di testa, gastriti, tensioni muscolari, attacchi di panico. Più cerchiamo di controllare ciò che proviamo, più perdiamo il controllo.
Accettare le emozioni, senza giudicarle
Il primo passo per stare bene con sé stessi è riconoscere e accettare le emozioni, tutte, anche quelle spiacevoli. Siamo un intreccio di energia, pensieri e sensazioni. Non possiamo controllare tutto, ma possiamo imparare ad osservare.
Viviamo in una società che giudica tutto: bene/male, giusto/sbagliato, forte/debole. Questo continuo confronto ci allontana dalla nostra autenticità. Imparare ad accogliere ciò che sentiamo senza giudizio è una forma di libertà.
La mente, mente: vivere il presente
Ogni giorno produciamo oltre 60.000 pensieri, molti dei quali negativi. La mente corre nel futuro, si perde nel passato, raramente sta nel qui e ora. Ma è solo nel presente che possiamo vivere davvero.
Come diceva Osho: "La mente, mente". Non siamo i nostri pensieri. Possiamo imparare a osservarli senza identificarci con essi. Questo è un passo fondamentale per il benessere.
La mindfulness come via di consapevolezza
Una pratica semplice e potente per riconnettersi al presente è la mindfulness. Nata migliaia di anni fa, oggi è tornata in auge come risposta concreta allo stress della vita moderna.
Mindfulness significa osservare con gentilezza, senza giudizio, ciò che accade dentro e fuori di noi. È uno strumento terapeutico, ma anche uno stile di vita. Più di 200.000 ricerche ne confermano l'efficacia su ansia, stress e depressione.
In conclusione: il benessere parte dall’accettazione
Allora, come si fa davvero a stare bene con sé stessi? Iniziando ad accogliere tutto ciò che siamo, momento dopo momento. Anche ciò che ci fa paura. Anche ciò che ci mette a disagio.
Con il tempo e la pratica, sarà la felicità a raggiungerci, naturalmente.
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Articolo scritto da Giuseppe Sinacori
Psicologo clinico – In formazione come psicoterapeuta cognitivo-comportamentale – Approccio integrato mente-corpo